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Ferrari, spionaggio contro la scuderia: documenti segreti alla Fia? La teoria di Giorgio Terruzzi

2 Marzo 2020

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Vettel, Binotto, Leclerc, Vettel

Si torna a parlare del "fine investigazione" sulla power unit della Ferrari, il caso rivelato da Giorgio Terruzzi sul Corriere della Sera e di cui lo stesso Terruzzi è tornato a parlare. "Poche righe per annunciare la fine delle investigazioni sulla power unit Ferrari, un accordo tra le parti (che resterà segreto) e l'inizio di una collaborazione sul monitoraggio delle unità motrici dei team. I termini di questa comunicazione celano i retroscena di una storia misteriosa e rilasciano ipotesi sconcertanti", premette.

Un'indagine misteriosa, che non produce sanzioni ma "un patto" i cui contenuti resteranno misteriosi. "Il tutto - sottolinea Terruzzi - dopo una quantità di verifiche Fia durante i Gp del 2019 spinte soprattutto da Mercedes e Red Bull, che non hanno rilevato alcuna irregolarità ma che forse hanno indotto la Fia ad introdurre chiarimenti durante l'inverno e sistemi più sofisticati di controllo sul tema incremento di potenza a parità di carburante".

Ma su cosa hanno indagato in questi mesi i tecnici Fia, dato che non sono stati in grado di trovare scorrettezze nella power unit Ferrari? Una risposta, secondo quanto si legge sul Corsera, arriva da una frase "sfuggita" a un tecnico di un team di vertice, sotto anonimato: "Per capire cercate fuori dalla Fia". Una frase secondo Terruzzi inquietante perché "fa pensare a informazioni riservate relative alla Ferrari giunte in Federazione per via traverse. Induce ad ipotizzare che una entità esterna alla Ferrari sia riuscita ad ottenere da qualcuno che lavora o ha lavorato in Ferrari dettagli tecnici riservati per poi passarli alla Fia".

Insomma, documenti rubati, trafugati, spionaggio. Così si spigherebbe l'indagine e l'accordo non divulgabile. Un caso che può ricordare quello del 2007, quando si scoprì che da Maranello partirono documenti segreti, destinazione Ferrari. Un caso che forse in qualche modo potrebbe coinvolgere Toto Wolff, il boss della Mercedes, che come ricorda Terruzzi è "nemico giurato della Ferrari dopo il veto posto dalla Scuderia sul passaggio diretto di un qualunque team principal al vertice di Liberty Media, operazione che al manager austriaco interessava assai". Infine, Terruzzi sottolinea come questa guerra deve finire, "pena una perdita di credibilità verticale della Formula 1. Anche così può essere letto il comunicato Fia. Ambiguo, certo, ma necessario". Cosa sta succedendo, davvero, nel circus.

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