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SOCIETÀ ITALIANA DI NEONATOLOGIA

Dubbi dei neonatologi sul 'Bonus latte' artificiale: “è comunque meglio promuovere l’allattamento al seno”

La Società Italiana di Neonatologia nutre perplessità sul bonus di 400 euro per l’acquisto gratuito di sostituti del latte materno a favore delle madri che non allattano al seno per condizioni patologiche

28 Dicembre 2019

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Dubbi dei neonatologi sul 'Bonus latte' artificiale: “è comunque meglio promuovere l’allattamento al seno”

La Società Italiana di Neonatologia (SIN), pur apprezzando le misure a sostegno dell’allattamento al seno previste dall’emendamento alla manovra di bilancio, recentemente approvato dalla Commissione Bilancio del Senato (istituzione di una Giornata sull’Allattamento e allungamento dei permessi per le madri lavoratrici che allattano), esprime perplessità sul bonus di 400 euro per l’acquisto gratuito di sostituti del latte materno, a favore delle madri che non allattano al seno per condizioni patologiche, ivi compresi i casi di ipogalattia e agalattia materna. Pur comprendendo le motivazioni che hanno portato all’approvazione della misura, la SIN ritiene che il provvedimento potrebbe, se non correttamente interpretato e non affiancato da altri interventi a sostegno dell’allattamento naturale, penalizzare l’allattamento al seno. Prevedere un aiuto economico isolato non a sostegno dell’allattamento materno, ma solamente a favore di quello in formula, rischia di essere controproducente, supportando un’alimentazione i cui effetti benefici non possono essere paragonati a quelli del latte materno.

Un conto è infatti prevedere un sostegno economico per l’acquisto del latte artificiale per le madri ed i bambini in cui l’allattamento materno non è praticabile per cause mediche ben documentate (cosa peraltro già prevista dalle normative vigenti), un altro discorso è destinare risorse ai casi di abbandono dell’allattamento al seno per vera o presunta mancanza di latte materno (ipogalattia e agalattia materna). Sono davvero pochissime le controindicazioni all’allattamento materno, che spesso viene interrotto non perché legato a una specifica patologia, bensì per la presenza di difficoltà che potrebbero essere facilmente superate, aiutando ed informando le mamme durante questo delicato momento. I neonatologi esprimono un giudizio favorevole relativamente alla proposta di raddoppiare, nei primi sei mesi di vita del bambino, i permessi per le donne che lavorano, prevedendo riposi di quattro ore anziché due e per l’identificazione di una giornata di sensibilizzazione sul tema, tutte iniziative utili a sostenere e diffondere la cultura dell’allattamento al seno. Accanto a questi provvedimenti sarebbe opportuno prevedere misure legislative ancora più incisive a supporto delle donne lavoratici, affinché non interrompano l’allattamento al seno e norme specifiche per la diffusione delle banche del latte umano donato.

“Apprezziamo le buone intenzioni del vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri che ha introdotto interventi a sostegno di mamme e neonati, ma temiamo che il bonus latte artificiale, qualora non affiancato da concreti provvedimenti a sostegno dell’allattamento naturale, possa trasformarsi in un disincentivo a quest’ultimo, per quelle madri che alla prima difficoltà, spinte anche dal contributo economico, potrebbero optare più facilmente per il biberon”, sostiene il presidente della SIN Fabio Mosca. “A questa misura – conclude Mosca – avremmo preferito, come già sostenuto in passato, un prolungamento del congedo di maternità fino a sei mesi, per garantire concretamente alle mamme lavoratrici di allattare i loro bambini per il periodo minimo consigliato e più in generale risorse finanziare a sostegno della genitorialità”. (PIERLUIGI MONTEBELLI)

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