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DROGA

Se lo ‘sballo’ non basta più, veleno per topi e farmaci per cavalli. E si va incontro ad una brutta morte

Gli ematologi americani lanciano l’allarme dal congresso Ash: cannabinoidi sintetici e cocaina sono sempre più spesso tagliati con sostanze che possono provocare gravi emorragie. E si cominciano a contare i morti

17 Dicembre 2019

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Se lo ‘sballo’ non basta più, veleno per topi e farmaci per cavalli. E si va incontro ad una brutta morte

In Italia, uno studente delle superiori su 4 fa uso di droga. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto del Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, che segnala anche un aumento dei morti per droga (dai 296 del 2017 ai 334 del 2018). Dei 660 mila ragazzi che fanno uso di droga, il 25,5 per cento consuma cannabis, il 5,3 per cento cannabinoidi sintetici (K2, Spice, ecc), il 7 per cento NPS (nuove sostanze psicoattive) l’1,8 per cento cocaina e lo 0,9 per cento eroina. La principale responsabile dei decessi è l’eroina (46,1 per cento), seguita dalla cocaina (19,2 per cento). La cannabis resta la sostanza d’abuso illegale più diffusa in Italia, come nel resto del mondo. Ma dagli Usa arriva anche un’ulteriore allarme, legato alle sostanze che vengono ‘affiancate’ a cannabinoidi sintetici e cocaina per potenziarne gli effetti. I pericoli per la salute infatti non vengono solo dalle droghe di per sé ma anche dagli adulteranti che vengono aggiunti (come nel caso dei cannabinoidi sintetici) o con le quali vengono tagliate, come nel caso della cocaina.

Cannabinoidi sintetici ‘potenziati’ con veleno per topi. Arrivati solo di recente sul mercato, i cosiddetti cannabinoidi sintetici ( ‘Spice’, ‘K2’, ‘Cannabust’, ecc), hanno fatto già molto scalpore per i danni provocati. Alla fine dell’estate ad esempio, in una serie di stati degli Usa si è registrata una vera e propria epidemia di ‘polmone da svapo’, una forma gravissima di polmonite ‘chimica’, provocata dall’uso di cannabinoidi sintetici svapati nelle sigarette elettroniche, che ha provocato migliaia di ricoveri per insufficienza respiratoria grave e una cinquantina di morti. Ma i danni da cannabinoidi sintetici sono dati anche da un rodenticida (un veleno per topi), il brodifacoum, che viene a queste droghe per potenziarne gli effetti. Il brodifacoum è un anticoagulante a lunghissima durata d’azione che può provocare complicanze emorragiche gravi. Chi ne fa uso in genere arriva in pronto soccorso con emorragie dal naso, dallo stomaco, dall’intestino e con un’anemia gravissima. Gli esami del sangue  mostrano alterazioni della coagulazione caratterizzate da un INR (un esame della coagulazione) elevatissimo. Per i medici che non conoscano la cattiva abitudine di ‘farsi’ di veleno per topi, la diagnosi può essere complessa e tardivae nel frattempo il paziente può morire.. Il trattamento di questa complicanza consiste nel somministrare come antidoto, elevate dosi di vitamina K, per un lungo periodo. “E’ fondamentale – spiega il professor Thomas Ortel, della Duke University, che ha illustrato questa condizione al congresso dell’American Society of Hematology - che medici ed ematologi siano al corrente di queste complicanze e imparino a riconoscerle subito quanto in pronto soccorso arriva un paziente con queste manifestazioni”.

Cannabis e cannabinoidi sintetici. La cannabis è una delle droghe più usate al mondo; il suo principale componente psicoattivo è il delta-9 tetraidrocannabinolo (THC) che esercita i suoi effetti legandosi ai recettori CB1, presenti sia nel cervello che in periferia e a quelli CB2, presenti solo in periferia. Di recente si è riusciti a produrre in laboratorio delle forme sintetiche di cannabinoidi che mimano gli effetti dei costituenti attivi dell’hashish ma che non hanno nulla in comune con la struttura del THC, tanto che agli esami tossicologici non vengono rilevati. Ovviamente, la possibilità di sintetizzare, magari in un garage o in un laboratorio clandestino, queste sostanze simil-marijuana, in grado di sfuggire a qualsiasi esame di controllo, era troppo ‘ghiotta’ per non essere sfruttata dal mercato della droga. “Spice e altre miscele di erbe – ricorda Ortel - sono disponibili in Europa dal 2004, dove vengono vendute come ‘incenso’; questi prodotti contengono JWH 018, una sostanza simile ai cannabinoidi (è la prima designer drug simil-cannabinoidi messa a punto), ma con un’altissima affinità per i recettori dei cannabinoidi. Da allora sono stati prodotti almeno 250 cannabinoidi sintetici, che diventano di anno in anno sempre più potenti”.

Brooklyn trasformata nella ‘terra degli zombie’. Un paio di anni il New England Journal of Medicine riportava la notizia di un’epidemia di ‘zombie’ a New York (per la precisione a Brooklyn). I centralini del 911 (il 118 americano) sono andati in tilt, perché gli abitanti del quartiere segnalavano la presenza di diverse persone che giravano per la città in uno stato di coscienza alterato, simil-zombie appunto, con lo sguardo perso nel vuoto. Ad uno di questi pazienti è stato trovato in tasca un pacchetto di AK47, un prodotto a base di ‘erbe’ in vendita in alcuni negozi, che è risultato contenere AB-FUBINACA, un cannabinoide sintetico. Dopo qualche mese l’AMB-FUBINACA fa la sua comparsa nel ‘Train Wreck# 2’, un potentissimo ibrido della marijuana, venduto in Louisiana. Nel periodo 2010-2015 il Toxicology Investigators Consortium, una rete volontaria di tossicologi americani che hanno attivato un registro in 41 città stelle-e-strisce  (ToxiC registry), ha trattato ben 456 pazienti per intossicazione da cannabinoidi sintetici (soprattutto nell’area Boston e di New York). I pazienti presentavano agitazione, coma, psicosi tossica; qualcuno presentava aritmie, alterazioni respiratorie, danni a carico di rene e muscoli (insufficienza renale acuta, rabdomiolisi).

Quando lo sballo da cannabinoidi non basta e si ricorre al veleno per topi. Sembra assurdo e incredibile, ma chi fa uso di droghe, pur di provare un sballo sempre più forte è disposto a tutto. Anche ad utilizzare veleno per topi. Si chiama brodifacoum ed è contenuto in vari prodotti usati per la derattizzazione. A differenza del warfarin, un anticoagulante comunemente utilizzato dai pazienti con fibrillazione atriale o con una valvola cardiaca meccanica, il brodifacoum può restare nel sangue anche 2-3 mesi (l’effetto del warfarin sparisce al massimo dopo due giorni). Chi fa uso di cannabinoidi sintetici, lo assume per potenziare lo sballo. Ma rischia di morire per un’emorragia inarrestabile. Di recente questo veleno per topi è comparso anche nel crack. “All’inizio – ricorda Ortel – i soggetti con emorragie da brodifacoum che arrivavano in pronto soccorso erano casi sporadici e isolati. Ma all’inizio dell’anno scorso la marijuana sintetica (il K2) ha fatto due morti e provocato gravi emorragie in una dozzina di persone (lo riporta il Washington Post). Lo scorso anno poi, il New England Journal of Medicine ha pubblicato un articolo su una strana epidemia di coagulopatia da cannabiboidi sintetici, che ha interessato 34 persone nell’Illinois. Nel plasma di questi pazienti è stato trovato di tutto: brodifacoum, difenacoum, bromadiolone, warfarin (tutti anticoagulanti). Tutti sono stati trattati con alte dosi di vitamina K1 orale (l’antidoto per questi anticoagulanti). Ma negli Stati Uniti i farmaci si pagano e una compressa da 5 mg di vitamina K (Aquamephyton) costa 65 dollari; la terapia per queste forme richiede un dosaggio di 20 mg  tre volte al giorno, che fa 780 dollari al giorno  e 23.400 dollari al mese (molti devono proseguire il trattamento per mesi).

Farmaci per cavalli nella cocaina. Ma ad essere ‘adulterati’ non sono solo i cannibinoidi sintetici. La cocaina ad esempio viene spesso pesantemente ‘tagliata’ con il levamisolo, farmaco utilizzato in veterinaria come anti-elmintico (contro i vermi). “Questo agente – spiega Daniel Federman, professore di medicina alla Yale University - viene aggiunto alla cocaina per potenziarne l’effetto euforizzante e si ritrova in oltre il 70% delle partite di cocaina vendute in tutto il mondo”. E se l’assunzione di cocaina non è certo priva di rischi, quella tagliata con levamisolo è ancora più pericolosa. Questo farmaco infatti può causare una grave eruzione cutanea emorragica, caratterizzata da grosse ‘vesciche’ piene di sangue a livello delle gambe, delle orecchie e della regione degli zigomi.  Può dare anche una grave riduzione dei neutrofili (un tipo di globuli bianchi).

L’idiozia di sballarsi con un farmaco per cavalli. Il levamisolo dall’inizio del secolo viene utilizzato per tagliare la cocaina perché le assomiglia molto e fa massa; inoltre al ‘bleach test’ (un test che usano gli spacciatori per verificare la purezza della cocaina) reagisce come la cocaina. Può potenziale l’effetto euforizzante da questa droga, i suoi effetti stimolanti e le proprietà additive della cocaina. “Il levamisolo – spiega il professor Federman – può causare una grave vasculite (un’ infiammazione dei vasi sanguigni che si occludono per trombosi) e una grave riduzione del globuli bianchi (neutrofili); ma può associarsi anche ad altre manifestazioni: dolori articolari, porpora retiforme, necrosi cutanea (soprattutto a livello delle orecchie, naso e guance), alterazioni renali e emorragie polmonari. La terapia per queste forme è solo di supporto e consiste nel trattamento delle gravi manifestazioni che si vengono a produrre. Caratteristiche sono le chiazze piene di sangue a livello del padiglione dell’orecchio”. Le conseguenze insomma possono essere così gravi da portare alla morte. Come è accaduto qualche anno fa a Penny Hargreaves, una studentessa inglese di scienze infermieristiche, morta a di 21 anni dopo aver sniffato cocaina tagliata con questo farmaco per cavalli. Decisamente un brutto modo per lasciare questo mondo. (MARIA RITA MONTEBELLI)

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