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LA PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE SCORRE

Progetti innovativi per il cuore
I sei finalisti premiati a Milano

La seconda edizione ha visto Boehringer Ingelheim devolvere 65 mila euro in contributi per realizzare di progetti che mirano a sensibilizzare la popolazione italiana sul tema della prevenzione cardiovascolare

6 Dicembre 2019

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Progetti innovativi per il cuoreI sei finalisti premiati a Milano

È volta al termine l’iniziativa promossa da Boehringer Ingelheim ‘La prevenzione vascolare sCORRE’, concorso che premia i progetti innovativi per la salute del cuore.  35 sono state le candidature di diverse strutture sanitarie, selezionate sia attraverso il giudizio di un board di esperti, sia grazie alla votazione del pubblico, che si è potuto esprimere condividendo sui social network le performance della propria attività fisica giornaliera. Il coinvolgimento del pubblico social ha dato i suoi frutti: quasi 400 mila chilometri percorsi da soli o in compagnia del proprio amico a quattro zampe, novità di questa edizione. I sei progetti finalisti sono stati premiati nei giorni scorsi a Milano, in occasione dell’evento conclusivo tenutosi a Milano nella serata del 3 dicembre, sono stati premiati i sei progetti finalisti, che si sono aggiudicati importanti finanziamenti grazie alla capacità di coniugare movimento, cultura e innovazione: app per votare live tra i banchi di scuola, itinerari scaricabili tramite codici Qr, strumenti di digitalhealth e social networks. Come elemento distintivo emerge, inoltre, quest’anno un’attenzione particolare alla prevenzione nella popolazione femminile e nel pubblico più giovane.

I vincitori sono stati decretati sommando i voti della espressi dal pubblico sui canali social a quelli di una giuria di esperti, composta da: Antonio Gaudioso, segretario generale Cittadinanzattiva; Pasquale Perrone Filardi, professore ordinario di cardiologia presso il dipartimento di scienze biomediche avanzate del Policlinico Federico II di Napoli; Dario Manfellotto, direttore dipartimento discipline mediche e unità operativa complessa di medicina interna ospedale Fatebenefratelli, Isola Tiberina, Roma; Cinzia Testa, giornalista free lance del settore salute; Agostino Consoli, direttore centro interdipartimentale di ricerca Cesi-Met (centro scienze dell’invecchiamento e medicina traslazionale) presso l’università degli Studi Gabriele D’annunzio di Chieti-Pescara e da Sabine Greulich, presidente di Boehringer Ingelheim Italia. “Siamo veramente orgogliosi di poter sostenere iniziative come sCORRE capaci di mobilitare cittadini e mondo della sanità su un tema così importante per la salute pubblica come quello della prevenzione cardiovascolare – commenta Greulich - A nome di tutta l’azienda, voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutte le strutture che hanno partecipato per essersi messe in gioco in prima linea anche quest’anno e aver creduto fino in fondo al proprio progetto, con impegno e determinazione. Gli stessi valori che anche noi come BoehringerIngelheim, mettiamo in campo ogni giorno per migliorare la vita dei pazienti. Quest’anno l’iniziativa ha avuto grande successo in termini di partecipazione, sia da parte della popolazione che degli enti di tutta Italia, promuovendo per la prima volta anche messaggi di sensibilizzazione sui benefici dell'attività fisica con i nostri cani.”.

I progetti vincitori.  Dei sei progetti vincitori candidati dalle strutture ospedaliere di tutta Italia, il primo classificato è il progetto ‘Whenwomenrun’, ideato dall’Asl distretto socio sanitario 10 del poliambulatorio di Triggiano (Bari) che mira a svolgere uno screening delle cardiopatie al femminile. Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte nelle donne italiane, con il 44 per cento circa dei decessi. In particolare, la cardiopatia ischemica è la principale responsabile di morte cardiovascolare nelle donne under 75. Promuovendo stili di vita salutari si potrebbe aumentare la proporzione delle persone con un basso profilo di rischio. Le azioni di prevenzione indicate nel progetto prevedono, in particolare: l’incontro con un nutrizionista che fornisca un vademecum sulla corretta alimentazione e un ricettario personalizzato per la dieta giornaliera; azioni di prevenzione con focus sul fumo durante la gravidanza e subito dopo la nascita del bambino; e l’organizzazione di gruppi di cammino con un walk leader.

Il secondo classificato è il progetto ‘ESPIRIT – Exerciseprescription in Italy’ dell’unità operativa complessa di medicina dello sport e dell’Esercizio di Padova che punta, invece, sulla diffusione della cultura della salute, praticando attività fisica, al fine di ridurre i fattori di rischio, la mortalità cardiovascolare e migliorare la qualità della vita. A essere coinvolti in prima linea sono i medici di medicina generale che vengono incentivati a promuovere la prescrizione dell’esercizio fisico ai pazienti affetti da malattie croniche, per i quali l’attività fisica riveste un ruolo cruciale. Infatti, in particolare nei Paesi con uno stile di vita tipicamente occidentale la comparsa delle malattie cardiovascolari è favorita da uno stile di vita caratterizzato dall’abuso di fumo, alcol, dalla sedentarietà e da una dieta poco attenta a soddisfare i reali bisogni dell’organismo. L’idea è proprio quella di una prescrizione medica della ‘pillola dell’esercizio’ con una ‘posologia’ personalizzata in base al paziente, proprio come avviene per i farmaci. L’iniziativa globale dalla quale si è preso spunto è Exerciseis medicine (Eim) nata dallo sforzo congiunto di American college of sports medicine e American medicalassociation. Il tutto avverrà tramite il supporto della digitalhealth, con una un’applicazione online che consentirà di migliorare l’aderenza a lungo termine alla pratica del movimento. 

Si classifica terzo, un altro progetto pensato interamente per le donne, quello dell’spedale Giovanni Paolo II di Olbia. Spesso le donne arrivano in ritardo alla diagnosi di coronaropatia per motivi socio-culturali legati, per esempio, ai numerosi impegni familiari e alla frenetica routine quotidiana. ‘Donne a spasso col cuore’ è rivolto sia alle pazienti affette da patologia cardiaca cronica, che richiede un costante monitoraggio (prevenzione secondaria), sia alle donne in menopausa (prevenzione primaria). Il progetto mira a modificare lo stile di vita attraverso la loro partecipazione ad escursioni di gruppo mensili e ad attività educazionali face to face e tramite social network con cardiologi e nutrizionisti.

Si aggiudica il 4° posto, il progetto ‘Not just walking!’ proposto dall’ambulatorio di diabetologia ed endocrinologia di Pescara con lo scopo di individuare, caratterizzare e mappare i percorsi vita vicini ai centri di diabetologia abruzzesi, avviando gruppi supervisionati di allenamento di Nordicwalking e Walking football. Le attività saranno affiancate e supportate da apposita cartellonistica con codici Qr, per fornire agli utenti informazioni utili circa i percorsi, i comportamenti da tenere prima, durante e dopo l’allenamento e inerenti aspetti motori, nutrizionali e di controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

Al 5° posto troviamo l’iniziativa ‘PRO VIDA’ dell’ospedale Nostra Signora di Bonaria, nella parte Sud della Sardegna. Lo scopo è trasmettere al maggior numero possibile di cittadini la conoscenza dei protocolli internazionali per la rianimazione cardiopolmonare attraverso corsi di formazione da parte di personale medico rivolti a familiari dei pazienti affetti da patologia cardiovascolare ad alto rischio di morte improvvisa, residenti nella provincia del Medio Campidano e nei territori limitrofi.

Infine, il progetto ‘Save yourheart’, del policlinico di Bari, rivolto ai ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori della provincia di Bari, si aggiudica il 6° posto. Al termine degli studi secondari molti ragazzi del territorio lasciano l’abitazione familiare per frequentare l’Università o cercare lavoro e si trovano ad affrontare per la prima volta una vita autonoma, con un impatto sulle scelte che riguardano alimentazione e sport. Va, inoltre, ricordato che in Italia le più recenti statistiche registrano un aumento di adolescenti obesi nella popolazione di quasi 3 volte rispetto al 1975, toccando picchi di obesità grave per il 4,3 per cento dei giovani. Il progetto si articola in tre fasi: una informativa, con un incontro tra i ragazzi e un team di medici, dietisti e cuochi, una interattiva e di condivisione, con la promozione di un contest social, dove gli studenti sono invitati a postare foto e video di gesti quotidiani all’insegna dei sani stili di vita e un momento finale in cui è prevista una corsa-camminata amatoriale per le strade della città, che premierà le classi vincitrici. Il progetto mira a coinvolgere oltre 100 istituti scolastici e almeno 15 mila ragazzi. (MATILDE SCUDERI)

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