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L'ex ministro dell'economia

Coronavirus, Giulio Tremonti: "Momento epocale, cambi radicali in Cina. Figlio di una crescita troppo rapida"

2 Marzo 2020

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Giulio Tremonti, effetto Coronavirus: "Momento epocale, la Cina assiste a un cambio radicale"

"Il coronavirus è l'epifenomeno ma la radice di quello che sta succedendo è in questa fotografia". Giulio Tremonti in una intervista a Il Corriere della Sera mostra la foto di un Paese spaccato in due e spiega: "Ad avere prodotto questo incidente della Storia è proprio la contraddizione che si è aperta tra la parte meno sviluppata del Paese e quella costiera iper-avanzata. La crescita della Cina negli scorsi due decenni è stata troppo rapida, una forzatura che ha creato grandi squilibri". E il coronavirus "arriva oggi dopo il fantasmagorico, felice ma artificiale trentennio della globalizzazione" e che è "un cambio radicale nel paradigma finora positivo e progressivo" della globalizzazione stessa.

Chiarisce parlando della Cina, che "ha un grande problema demografico, mezzo miliardo di persone anziane - spiega -. Quando, nel 2009, Xi Jinping, che allora non era ancora presidente, mi invitò a tenere una lezione alla scuola del Partito Comunista, mi fu detto che l'obiettivo era fare diventare i cinesi un po' più ricchi prima che diventassero vecchi. E in questa direzione si sono lanciati, per esempio puntando sull'intelligenza artificiale come sostituto della manifattura. È una corsa che ha creato un impressionante squilibrio geografico. Oggi ci sono due Cina: quella esterna iper-sviluppata, quella interna ferma in una arretratezza millenaria".

In questo modo, secondo Tremonti, "si è rotto il paradigma che ha sostenuto questo sforzo. All'interno della Cina e fuori. A Pechino mi sembrano terrorizzati: credo più per gli squilibri economici e politici che il coronavirus ha creato che non per gli aspetti sanitari. Verso l'estero, è evidente che questa crisi è un colpo duro per la Cina". Quanto duro? "Lo vedremo nel tempo ma il Paese che era un modello di stabilità ha perso questa caratteristica. Da subito ne stiamo vedendo le conseguenze economiche".

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