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Follia più che dubbia

Coronavirus, in Europa chiedono certificati di sicurezza per il latte italiano. Sospetto: ci boicottano?

2 Marzo 2020

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Coronavirus, in Europa chiedono certificati di sicurezza per il latte italiano. Sospetto: ci boicottano?

Il coronavirus usato come una clava per ammazzare il made in Italy, si tratti di turismo o di industria enogastronomica. Il sospetto è confermato dal caso incredibile della cooperativa Fattorie Cremona, letteralmente sotto attacco: come ricorda il Quotidiano nazionale, "tre richieste informali sono arrivate da Regno Unito, Germania e Spagna" e una "istanza formale dalla Grecia": all'azienda che produce latticini vengono richiesti "veri e propri certificati sulla sicurezza di prodotti lattiero-caseari, una sorta di bollo virus free impossibile da fornire, anche perché la trasmissione non avviene con il cibo ma attraverso contatti tra le persone". La scienza lo assicura, ma serve a poco sia davanti alla psicosi dei consumatori sia alla malafede degli amministratori politici stranieri.  



Un'Italia in ginocchio proprio nei settori dove domina in Europa e nel mondo fa comodo a molti. Così come deve far riflettere la decisione di molti Stati di sconsigliare viaggi in Italia, interrompere i collegamenti aerei, in altre parole boicottare l'intero Paese anche in quelle regioni laddove l'emergenza coronavirus non è ancora arrivata. Il contraccolpo, in termini di credibilità, "percezione" ma pure ritorno economico e posti di lavoro rischia di essere tremendo sul breve e medio periodo. Le rivali straniere, dalla Francia alla Spagna fino alla Grecia e Germania, ne approfittano. Almeno fino a quando il virus non diventerà un'epidemia anche in casa loro.

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