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Stile & stiletto

Ballerine, cerchietto
e gioielli di famiglia
Ecco la milanese chic

25 Gennaio 2014

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Ballerine, cerchietto 
e gioielli di famiglia  
Ecco la milanese chic

«Milano non è una grande città: è una piccola città di grandi ambizioni.  Lo è da sempre, nelle sue espressioni politiche e architettoniche, nei movimenti letterari e artistici che ha tenuto a battesimo e perfino nel suo ostinato mecenatismo». Parola di Fabiana Giacomotti, autrice di una Guida alla città dello stile  (edito da Baldini&Castoldi, 20 euro) piacevolmente illustrata da Sara Not, piena di foto e di consigli pratici, con nuovi indirizzi dove acquistare, scegliere o anche solo informarsi; che conduce  nella città meneghina attraverso spunti e aneddoti storici.
La  Giacomotti racconta  la sua Milano tra i chiostri (e i cortili più belli), i posti più romantici, i musei da scoprire e le  gallerie imperdibili, alternati ad alcuni irrinunciabili must come l’acquisto del profumo introvabile altrove, da Dansi in Corso Genova o la scelta dei gemelli da camicia, da Delmaldé in via del Carmine. Dai negozi dove si vestono anche gli stilisti (che non sono affatto i più costosi) ai collezionisti di vintage dove comprano le star hollywoodiane, dal bar dove si beve il cappuccino perfetto ai ristoranti dove si va per farsi (o non farsi) vedere. Ma anche la pelletteria che ripara le vecchie valigie, la famiglia di fabbri che lavorava già per Gio Ponti, il visagista dove vanno «tutte» e i luoghi magici e segreti in cui dare appuntamento a un nuovo amore. Non mancano le dritte e i consigli per farsi riparare la bicicletta (il mezzo per eccellenza dei milanesi).
 Non solo, descrive la Milanese chic che non ama apparire:  «Certe scollature che vedi fiorire altrove, qui sono molto malviste; si sono adeguate perfino le nostre grandi cortigiane tipo Marie Duplessis  che ostentano abitucci da monaca e sguardi timidi». La milanese è una borghese convinta, lo è nel profondo del proprio dna, prima ancora che della propria anima; ha un’intima ostilità  verso chi porta i tacchi alti, perché lei indossa solo le ballerine con pantaloni  a sigaretta, appena sopra la caviglia, golfini color cammello e cerchietti. L’unica concessione che si regala è l’etnico (con molta parsimonia) che fa tanto   viaggiatrice colta, o il vintage di grande firma, spesso spacciato come pezzo di famiglia.

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Commenti all'articolo

  • Albertopez67

    04 Febbraio 2014 - 08:11

    Ma davvero la milanese - l'abitante di Milano femmina e non la bistecca - è sempre così incazzata con il mondo, ed inguaribilmente triste come la descrive Rosy Blu ? Io ne ho conosciute molte, di milanesi:mai tristi ma determinate, un po' rompicoglioni ma capaci di slanci memorabili, avvitate sui viaggi sempre insieme agli altri, rigorosamente in compagnia. Ma tutto questo che c'entra con i vestiti tipici della milanese ? Scrivere che le ballerine sono le scarpe preferite dalle meneghine non è giusto, è sacrosanto. Quello considerato è infatti il tipo antropologico per eccellenza della milanese, il modello doc per intenderci:le rompicoglioni, tristi e sempre incazzate con il mondo indosseranno pantaloni a sigaretta o jeans sdruciti con camperos d'ordinanza ?

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  • roby blu

    03 Febbraio 2014 - 16:07

    Altro che ballerine e gioielli di famiglia, la milanese è finta come poche, triste, sempre incazzata col mondo e con se stessa, frustrata, con mille tic, non è mai contenta, mai soddisfatta, mai sicura di sé con la mania di essere la prima della classe. Un po' maestrina e tantorompicoglioni

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Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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