Cerca

Stile & stiletto

Lusso griffato per tutti

Boom dei Mercatini di Michela

30 Settembre 2013

1
Lusso griffato per tutti

La mamma  allestiva un mercatino  nel salotto  di casa con le amiche che volevano disfarsi di abiti sartoriali  e pellicce che non mettevano più o di scarpe e borse mai usate. Il ricavato spesso andava in beneficenza. Michela, di ritorno dall’asilo, sbirciava  quelle allegre riunioni al femminile con la curiosità di chi da quei pomeriggi a base di tè, pasticcini e chiacchiere   ha imparato l’arte  della compravendita del lusso  usato, ma in ottime condizioni. Il fiuto probabilmente  è nel suo Dna, perché  oggi Michela, poco più di trent’anni, ha acquisito l’abilità imprenditoriale che le consente di portare avanti l’eredità di mamma: tre negozi dell’usato griffato e vintage a Milano (una partnership a Porto Cervo e in altre città d’Europa).

Il momento di crisi probabilmente le sta dando una mano: Michela ha una lunga lista d’attesa di signore e signorine che intendono vendere parte del loro guardaroba. Mentre dall’altra parte molte altre sono a caccia di abiti e accessori firmati a prezzi accessibili. Alcuni sono usati, ben tenuti, altri sono nuovi, hanno ancora il cartellino del negozio «acquisti sbagliati o regali non graditi», spiega Michela. «Le più giovani vendono l’abito della festa dei 18 anni, capo che difficilmente riescono a mettere   ancora». Ma chi sono queste donne che  comprano lusso di seconda mano? «Sono lavoratrici modaiole con la voglia  di cambiare spesso look, ma che non possono permettersi di spendere il prezzo pieno di capi griffati e da me li trovano,in perfette condizioni, a meno della metà». Quando Michela acquista lo fa   con attenzione scrupolosa, i capi devono essere in perfetto ordine, lavati e stirati. Le scarpe invece devono essere nuove, mai usate.
La “merce” viene  ritirata in conto vendita. «Chi porta i capi prenderà il denaro solo a vendita avvenuta, sottolinea Michela. «Si stabilisce un prezzo, a me va la metà, circa. In questi giorni  ritiro  solo  l’autunno inverno. Quello che non sarà venduto verrà restituito a fine stagione».
 Al mercatino Michela  di via della Spiga 33, sessanta metri quadri,nel cuore dello shopping, si trova solo il super griffato. La borsa di Hermes che in boutique  costa  2.120 euro  la si può avere, persino con la  scatola, a 1.200 euro. Il foulard che da Hermes «costava a dicembre 290 euro, a gennaio 310», lo porti a casa con 180 euro. La camicia Blumarine in seta a 96 euro. Il giubbino in pelle Versus a 144 euro, il trench Burberry a 200, quello di Scervino a 216. I jeans  Roberto Cavalli o Seventy a 60 euro. Il tailleur tre pezzi (compresa la camicia) da Chanel costa 4.000 euro, qui lo trovi a 1.200 euro. L’abito da cocktail Dolce & Gabbana in  broccato francese di seta, a 240 euro. Il cappotto Max Mara  lo acquisti con 300 euro. La borsa Prada in coccodrillo (1000 euro sul cartellino) con 360 euro, gli stivali Fendi con 150 euro, quelli di Chanel con 250. E ancora, trovi scarpe Jimmy Choo a 360, pochette Miu Miu, da 100 a 400 euro, cintura Salvatore Ferragamo a 36 euro.

Mentre il mercatino Michela in via della Spiga è tutto al femminile, in quello di via Corridoni, al numero  5, (stessa formula) si trova anche abbigliamento uomo, bambino e oggettistica, antiquariato e arredamento. Tre vetrine, tre  piani e un reparto dedicato alle taglie over 46. Firme storiche come Versace, YSL, Mila Schon si abbinano a marchi del lusso come Lalique, Cartier, Venini.
Quello di via Regina Giovanna, al numero 8 (150 metri quadrati)  è il preferito dai più giovani (anche maschi) che possono trovare jeans, camicie e accessori griffati, abiti, top da  Cavalli a Prada a Liu-Jo e tanti altri.  

L’ultimo arrivato è l’e-shop www.mercatinomichela.com per acquisti on line.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Albertopez67

    08 Ottobre 2013 - 08:18

    Il negozio, o meglio, i negozi di Michela sdoganano il lusso ma a certe garanzie. Non più outlet dove il dubbio non ti molla mai:sto comprando un tarocco ? No, qui la qualità è garantita. L'usato torna come emblema della solidarietà. In tempi di crisi ci si aggiusta, ci si ingegna. E' ben vero che noi italiani aguzziamo l'ingegno quando la fame si fa più feroce. Siamo sempre stati così. Un popolo di mercanti, poeti, musicisti, che si aiutano tra di loro. Forse sta accedendo da noi quello che si verificò nella Marsiglia di Alcazar Ultimo spettacolo,uscito in questi giorni per la casa editrice E/O e grazie alla penna di Stefania Nardini. A Marsiglia - nei primi anni della seconda guerra mondiale - c'erano spie, violenza e milieu, ossia la prima vera mala:ma ci si aiutava. Noi italiani - quelli che verranno chiamati ritals a Marsiglia, proprio - ci aiutiamo sempre. Perchè - tutto sommato - deteniamo ancora un primato al mondo:quello del cuore.

    Report

    Rispondi

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

media