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Stile&stiletto

La giacca gialla di Servillo detta moda nel mondo

10 Marzo 2014

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La giacca gialla di Servillo detta moda nel mondo

L'aria spavalda, l'ironia pungente e le battute al vetriolo per nascondere un velo di malinconia e la paura di entrare troppo nell'animo umano; ma quello che più colpisce a un osservatore attento al look è proprio il look di Jep Gambardella (nella foto). Quelle giacche così sgargianti, quei pantaloni così bianchi, indossati con le calze chiare e le scarpe bicolore, celano un lavoro pazzesco, una precisione di stile e di eleganza già di moda in tutto il mondo.

La Grande Bellezza non è solo un premio Oscar, è «il film più elegante del 2013», come lo ha definito Esquire. Un protagonista, Gambardella, che si distacca dagli altri personaggi: lui è esteta nel dna, vive nella sua bellezza (casa con terrazza (e che terrazza) affacciata sul Colosseo), naviga nella bellezza (non quella puramente mondana). Ed è bellezza quel suo modo un po' eccentrico di agghindarsi, da scrittore in vacanza o, meglio, in attesa...; con molto tempo da dedicare alla propria mise, e attento ai dettagli (immancabili il fazzoletto nel taschino, che sembra un fiore che sboccia, e gli occhiali da vista sapientemente scelti con la montatura retrò firmati RayBan) come un perfetto dandy. Un dandy made in Italy che è piaciuto molto oltreoceano, tanto da conquistare le altezzosissime riviste: Vogue America e Vanity America.  «Jep attitude», dicono a Parigi.

Certo è che Toni Servillo è un attore fascinoso, si muove, parla, balla con eleganza e con la stessa eleganza indossa i panni di Jep: la camicia bianca con il blazer giallo, azzurro o rosso corallo. Sono giacche della sartoria napoletana Attolini, costruite in modo impeccabile. Gambardella sa quando è il momento di abbandonare le tinte forti per indossare l'abito scuro Giorgio Armani; neanche i modelli di Re Giorgio lo sanno portare con la stessa nonchalance. Nel carrozzone della mondanità, tra personaggi chiassosi, sguaiati, eccessivi spicca un Jep equilibrato con il suo look solo apparentemente sopra le righe. Molto del merito va a Daniela Ciancio, costume designer del film di Paolo Sorrentino, che ha cercato di rappresentare la dualità di Gambardella abbinando capi su misura di alta sartoria a quelli griffati, dove il panama è di Borsalino e le scarpe arrivano da Tod's.

E ora al resto del mondo il compito di copiare il meglio dello stile italiano, anche se senza la bellezza di Roma, sarà un po' difficile.


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Commenti all'articolo

  • biasini

    16 Marzo 2014 - 16:09

    Detterà pure la moda nel mondo salvo che a Varese. Da noi, provincialotti, non se ne è vista manco una.

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Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei

Daniela Mastromattei è caposervizio di Libero, dove si occupa di attualità, costume, moda e animali. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata

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